Le potenzialità della filiera del biogas/biometano

Leggi anche Le distorsioni della filiera del biogas

Post_biogas

Il biogas è una bioenergia di seconda generazione, composta prevalentemente da metano e anidride carbonica, che si origina dalla degradazione di materie prime organiche ad opera di batteri anaerobici. La scoperta del biogas ha origini italiane: fu infatti Alessandro Volta che nel 1776 scoprì l'”aria infiammabile nativa delle paludi” ed arrivò ad attribuirne l’origine alla decomposizione di materiali animali e vegetali.

Oggi lo sviluppo della filiera del biogas costituisce per l’Italia un importante passo verso l’indipendenza energetica e la decarbonizzazione perchè: I) il biogas è l’unica fonte rinnovabile da cui è possibile ottenere energia elettrica, termica e biocarburanti; II) la corretta realizzazione della filiera ha caratteristiche di effettiva sostenibilità poichè, se ben progettata, risulta neutra rispetto alle emissioni di CO2 (o addirittura carbon negative) ed inoltre è un ciclo chiuso, dato che il digestato è utilizzabile come fertilizzante di qualità.

La tecnologia per ottenere il biogas “fatto bene” è la codigestione anaerobica di colture dedicate e biomasse di integrazione (es. colture di secondo raccolto, effluenti zootecnici, ecc.), attraverso la quale è possibile far coesistere le produzioni alimentari e foraggiere con quelle energetiche, realizzando un effettivo incremento del reddito aziendale e del PIL agricolo. Per fare questo è necessario favorire un largo utilizzo delle biomasse di integrazione, cioè quelle matrici organiche che oggi non costituiscono fatturato per le aziende agricole e/o la cui coltivazione non riduce il fatturato per i mercati foraggieri o alimentari.

Nel 2012 è stato istituito dal Ministero per le Politiche Agricole un Tavolo di Filiera per le Bioenergie e il CIB si è fatto promotore di un gruppo di lavoro formato dai principali attori del settore (Agroenergia, Aiel, Aper, Cia, Confagricoltura, Crpa, Distretto Agroenergetico Lombardo, Fiper ed Itabia) che ha prodotto alcuni documenti mirati alla diffusione di conoscenze sul tema e a fornire supporto tecnico al legislatore. Il risultato più interessante che emerge da questi documenti è il seguente: destinando a colture dedicate 400.000 ha (una superficie pari ai terreni destinati a set aside e persi dalla coltura di barbabietola e tabacco negli ultimi dieci anni, ovvero pari a circa il 50% dei terreni agricoli non utilizzati italiani) unitamente ad un crescente e progressivo utilizzo delle biomasse di integrazione, le aziende agricole italiane sarebbero in grado di produrre entro il 2030 8 Mrd di biometano equivalenti all’anno, cioè un quantitativo pari alla produzione italiana attuale di gas naturale o alla capacità produttiva del rigassificatore di Rovigo.

Le potenzialità del biogas riguardano:

  1. Produzione di energia elettrica. Nel 2011, il settore del biogas agricolo (250 MW di potenza installata) ha pesato mediamente sulle famiglie italiane per circa 3 euro all’anno, producendo al contempo quasi 2 TWh di energia, cioè l’equivalente di più di 1.500 MW di produzione fotovoltaica. La produzione di energia elettrica da biogas è costante e programmabile ed è quindi fondamentale per favorire la penetrazione delle fonti rinnovabili intermittenti (sole e vento) contenendo al contempo gli oneri di adeguamento delle reti elettriche.
  2. Produzione di biometano. Attraverso la purificazione (upgrading) del biogas è possibile produrre biometano che può essere immesso in rete, ovvero trasportato con mezzi stradali, per il suo utilizzo sia in sistemi cogenerativi che come biocarburante per autotrazione. Quest’ultima opzione ad oggi rappresenta l’unica realistica opportunità di realizzare l’obiettivo del PAN relativo all’immissione nel sistema dei trasporti di almeno il 10% di biocombustibili.
  3. Incremento del reddito delle aziende agricole. Si realizza in vari modi: vendita dell’energia elettrica o del biometano, incremento di PLV (Produzione Lorda Vendibile) favorito specialmente dalle biomasse di integrazione, riduzione dei costi di fertilizzazione e dei costi di smaltimento degli effluenti zootecnici. Solo per quanto riguarda l’incremento di PLV derivante dall’utilizzo di biomasse di integrazione, la produzione stimata di 8 Mrd di biometano comporterebbe un aumento del 5% del PIL agricolo attuale.

Oltre ai benefici al settore agricolo, vi sono altre importanti ricadute economiche quali la riduzione della spesa per l’importazione di gas naturale, il potenziamento del settore dei veicoli a metano, riduzione dei rifiuti, nuove opportunità nei settori della meccanica agraria, dell’industria del biogas, della cogenerazione e delle tecnologie per la distribuzione stradale.

Per realizzare tutto ciò servono urgentemente adeguati strumenti normativi (una serie di decreti attuativi del D. Lsg. 28/2011) ma anche un’informazione in grado di migliorare l’accettabilità sociale degli impianti a biogas. E’ infatti ancora diffusa la convinzione che non vi sia terra agricola a sufficienza per produrre cibo, foraggi ed energia, ritenendo altresì eticamente discutibile l’utilizzo dei prodotti agricoli a fini energetici. Benché l’utilizzo sempre più spinto delle biomasse di integrazione miri proprio ad evitare problemi di competizioni tra gli utilizzi, è da sottolineare che “il tema della competizione tra Food ed Energy è – a ben vedere – un argomento paradossale. Da sempre l’uomo ha utilizzato il terreno agricolo e forestale per produrre cibo ed energia. Per contro, ogni anno ingenti superfici di terreno agricolo vengono abbandonate anche per ragioni economiche e la produttività è lungi dall’essere uniforme nel mondo, con ampi margini di miglioramento sia in termini di rese che nella conservazione della fertilità dei suoli e nell’utilizzo delle risorse idriche“.

Post di Sara e Andrea

FONTI:

Gruppo di Lavoro CIB – Position paper. Il biometano fatto bene: una filiera ad elevata intensità di lavoro italiano. Marzo 2012

Bozzetto S. Il biometano fa bene all’Italia. QualEnergia, Sett/Ott 2012

CIB. Il biogas che fa bene al Paese. Speciale tecnico QualEnergia Dicembre 2012

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